oss e pazienteNell'anziano, con l'avanzare dell'età, si assiste a una perdita progressiva parziale o totale della capacità di compiere movimenti.  Tutte le alterazioni organiche e fisiologiche legate a questa perdita di mobilità prendono il nome di "sindrome da immobilizzazione".

 

Si hanno così nell'anziano una diminuzione della massa muscolare con conseguenza perdita di vigoria, indebolimento delle ossa e disturbi neurologici con rallentamento dei riflessi e della capacità mnemoniche.

Quando nella persona subentra una condizione di immobilità si ha difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane, soprattutto quelle che richiedono spostamenti (camminare, salire e scendere le scale, ecc.).

Le capacità funzionali e di autonomia dell'anziano possono essere misurate attraverso vari parametri e scale, tra queste vi sono l'indice di Barthel e la scala di Tinetti.

I fattori che portano ad alterazioni fisiche e psichiche del soggetto con conseguente immobilizzazione persona sono di tipo biologico, di tipo psicologico e di tipo ambientale e sociale.

Fattori biologici
-malattie a carico dell'apparato muscolare e scheletrico o traumi che causano dolore e riduzione dei movimenti;
-malattie del sistema nervoso (Parkinson, demenza, ictus, ecc.);
-malattie del sistema cardiocircolatorio;
-malattie dell'apparato respiratorio;
-patologie del sistema visivo
-neoplasie.

Fattori psicologici
-stati depressivi
-fobie, nevrosi, disturbi post-traumatici da stress

Fattori ambientali e sociali
-solitudine
-emarginazione
-denutrizione

Quali sono i segnali riconducibili a conseguenze di immobilizzazione che l'OSS può monitorare nel malato ricoverato o nell'anziano in casa di riposo?

Come già accennato, il prolungato allettamento o stato di immobilizzazione provoca nel soggetto un’ipotrofia. La massa dei muscoli si riduce notevolmente, anche nell'arco di qualche settimana, e spesso si notano contratture muscolari.
Per quanto riguarda le ossa, queste perdono progressivamente minerali (Ca, ecc.) e s’indeboliscono mentre i tendini riducono l’elasticità causando perdita dell'escursione articolare.
Tra i segnali fisiologici dell'apparato gastroenterico riconducibili a immobilizzazione vi possono essere stipsi e fecaloma.
A carico dell'apparato urinario si possono avere invece incontinenza o ritenzioni urinarie.
La conseguenza più comune dell'immobilizzazione è la comparsa delle lesioni da decubito. 
Infine, il soggetto che rimane confinato a letto per tanto tempo manifesta dei disturbi di tipo psicologico come umore labile e confusione mentale.

Come bisogna intervenire per il trattamento dell'immobilizzazione.
Gli interventi da attuare riguardano tre aspetti fondamentali
1- azione sulle cause, per esempio cura delle patologie che hanno portato all'immobilizzazione;
2- coinvolgimento del paziente/utente nelle attività;
3- recupero delle funzionalità mediante riabilitazione.

Gli interventi riabilitativi sono
-di tipo fisico (fisioterapia, attività assistita, esercizi di potenziamento, esercizi di coordinazione, esercizi di deambulazione, ecc.);
-di tipo strumentale (ultrasuoni, magnetoterapia, TENS, ecc., cura del dolore)
-di tipo emozionale e psicologico (terapia occupazionale, stimolo delle capacità residue, miglioramento della capacità prensile, ecc.). L'impegno e la partecipazione del soggetto in occupazioni positive favoriscono la sua salute e il suo benessere.

Tutti questi interventi devono essere supportati da un’osservazione e una valutazione costante dei progressi ottenuti o delle difficoltà emerse in itinere.

Professione OSS

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