Questo testo non deve essere considerato una sostituzione ai corsi di Pronto Soccorso, ma un utile approccio su cosa fare, e soprattutto cosa non fare.   Medici, ospedali e ambulanze sono sempre disponibili sul territorio, basta una telefonata al numero 118 per allertare la catena del soccorso.  

 

Il primo soccorso è l'insieme delle azioni che permettono di aiutare una o più persone in difficoltà, nell'attesa dell'arrivo dei soccorsi qualificati. Nessuna azione deve essere svolta senza aver valutato la situazione. Appena possibile, compatibilmente con le possibilità, dopo aver compiuto un esame primario, è necessario effettuare una chiamata di emergenza per attivare la catena del soccorso, in Italia chiamando il 118, in Europa il 112.

Le domande e preoccupazioni che in genere ci si pone sono:”che devo fare?” e “e se sbaglio a fare le manovre di rianimazione, cosa succede?”. Per tenere sotto controllo le emozioni ed essere
 in grado di intervenire nel modo  più corretto ed efficace può essere utile avere ben presente uno schema di azione da seguire in questi casi.


Valutazione   iniziale  – restare  calmi
 La prima cosa da fare appena giungi sul luogo è cercare di restare calmo, guardarti in giro e farti una visione d'insieme della situazione. Questa panoramica ti fornirà un'impressione della situazione globale incluso il numero potenziale delle vittime coinvolte, e possibilmente anche della gravità dei loro traumi. In questo modo
 sarai in grado di fare una stima iniziale del tipo di aiuto necessario per gestire la situazione.
 Osservare cosa può essere successo è importante perché consente di supporre cosa può essere successo alle vittime e quindi comportarsi di conseguenza.
 Es.: Se in un locale trovo una persona a terra e vi è una scala appoggiata al muro posso pensare che:
 - l'infortunato ha avuto un malore prima di salire sulla scala;
 - l'infortunato è caduto dalla scala
 la condizione più critica è la seconda, se non ci sono elementi per escluderla, è necessario comportarsi di
 conseguenza.


Cosa   fare

    Proteggere
 La prima cosa da fare è proteggere te stesso, la persona a cui stai prestando soccorso, ed eventuali altre
 persone presenti. Di conseguenza è importante verificare che non ci siano pericoli imminenti ed eventualmente
 fare quanto possibile per rimuoverli o evitarli.

 Es: Nel caso di incidente automobilistico non si dimentichi di indossare l'apposito giubbetto catarifrangente e di segnalare la propria presenza e quella delle vittime.
 Se sono presenti persone non qualificate è meglio allontanarle (anche con un atteggiamento autoritario) o trovargli qualcosa di utile da fare.
 Ogni secondo guadagnato dall'equipaggio di soccorso può essere determinante per limitare i danni
 all'infortunato o addirittura ad evitargli la morte. Il tempo di attesa può essere utilmente utilizzato per dare agibilità alla zona liberando un percorso di accesso per i soccorsi. Lo puoi fare in prima persona nel caso tu non sia impegnato nel soccorrere direttamente la vittima o puoi chiedere alle altre persone presenti di farlo.


    Avvertire
 La comunicazione iniziale è spesso il messaggio più importante in una situazione di emergenza perché definisce il livello emozionale ed operativo per tutto ciò che seguirà. Nel fornire il primo rapporto usa un linguaggio chiaro (non codici o abbreviazioni), sii conciso e calmo e non gridare. L'obiettivo è quello di dare al centro preposto alle comunicazioni una sintetica immagine verbale della scena.
      •     Chi chiamare? In Italia va chiamato il Soccorso Sanitario al numero 118
      •     Cosa dire? Di solito è l'operatore del 118 che pone le seguenti domande:
                  o       Chi chiama?
                  o       Quale è il suo n° di telefono? (la centrale del 118 è in grado di vedere il numero di cellulare di
                          chi chiama anche se identificativo è nascosto)
                  o       Qual è il luogo dell'incidente?
                  o   Che cosa è accaduto, quali pericoli sono presenti ?
                  o   Quali sono le condizioni generali?
                  o   Quante sono le persone coinvolte?


 Prima di iniziare, respira a fondo, cerca di concentrarti e calmare la tua voce.


    Soccorrere
 Ci sono tre fasi di morte dovuta a trauma:
 fase 1: la morte sopraggiunge nel giro di minuti come risultato di danni estesi e irreversibili ad organi vitali
 fase 2: la morte sopraggiunge in qualche ora come risultato di un eccessivo sanguinamento
 fase 3: la morte sopraggiunge in molti giorni o settimane come risultato di infezioni o complicanze dei traumi riportati
 Le ricerche indicano che più del 40%  delle vittime nella seconda o terza fase del trauma potrebbero essere salvate se vengono fornite loro tempestivamente dei trattamenti piuttosto semplici.

 


 Nota: Se ci si trova in presenza di un numero elevato di vittime il primo passo è dire alle persone
 che possono alzarsi e camminare di spostarsi in un'area specifica:
 Se le vittime possono alzarsi e camminare probabilmente non sono in pericolo di vita.
 Per rendere la situazione più facilmente gestibile si chiede alle vittime che possono camminare  di
lasciare il luogo nel quale si è verificato l'evento e spostarsi in una specifica area sicura.
 Se le vittime si lamentano di avvertire dolore mentre tentano di camminare o semplicemente
 muoversi, non forzarle a farlo.                         
A questo punto ci si può concentrare sulle vittime che sono rimaste sul posto.

 


    Cosa   non  fare
 È importante prima di tutto evitare di compiere operazioni che potrebbero aggravare lo stato della vittima:
 La persona ferita non va mai spostata, sollevata, girata o fatta alzare in piedi, soprattutto nel caso che il danno sia stato provocato da una caduta oppure da uno scontro: eventuali lesioni interne o fratture della colonna vertebrale potrebbero aggravarsi e compromettere irrimediabilmente la sopravvivenza della persona. Solo in caso ci sia una situazione di imminente pericolo puoi rimuovere il ferito o fargli assumere la posizione di sicurezza.
 Non mettere a repentaglio la tua sicurezza. La cronaca riporta frequentemente eventi quali: automobilisti che, nel fermarsi a soccorrere vittime di incidenti, vengono travolti a loro volta dalle auto di passaggio, oppure persone di persone entrate in cisterne contenenti esalazioni letali che muoiono insieme ad uno o più dei propri soccorritori, di persone annegate nel tentativo di salvarne altre ecc.
 Non muovere l'infortunato se non è indispensabile. La persona ferita non va mai spostata, sollevata, girata o fatta alzare in piedi, soprattutto nel caso che il danno sia stato provocato da una caduta oppure da uno scontro:
 eventuali lesioni interne o  fratture della colonna vertebrale potrebbero aggravarsi e compromettere
 irrimediabilmente la sopravvivenza della persona. Solo in caso ci sia una situazione di imminente pericolo potete rimuovere il ferito o fargli assumere la posizione di sicurezza.
 Non dargli da bere, specialmente alcolici. Dar da bere ad un infortunato è quasi sempre sconsigliato, mai
 comunque somministrare alcolici che oltretutto peggiorano lo stato di shock aggravando eventuali emorragie.
 Non caricare l'infortunato su un'auto di passaggio.                                          
Può essere molto pericoloso non sapendo come potranno evolvere le condizioni del trasportato e quanto il trasporto stesso con un mezzo non idoneo potranno influire su di esse.


(Per i volontari della protezione civile)
Come    soccorrere    chi è in pericolo   di vita

 Compito del volontario di protezione civile è essenzialmente essere di supporto al personale specializzato o
 comunque ai volontari delle associazioni del settore sanitario (Croce Rossa, Croce Verde, S.O.G.IT. ecc..) che possiedono una preparazione specifica in campo medico. È comunque importante che il volontario di protezione civile, come anche il semplice cittadino, conosca alcuni elementi base delle procedure di primo soccorso.


    Rianimazione  cardiopolmonare   – ABC
 La rianimazione cardiopolmonare è una tecnica di primo soccorso che può - in alcune circostanze - essere
 determinante per salvare la vita di un infortunato. Viene spesso utilizzato l'acronimo BLS, dall'inglese Basic Life Support. La tecnica di BLS  è basata innanzitutto sulla rigida applicazione di una procedura che viene
 denominata ABC, dalle iniziali delle parole inglesi Airway (apertura delle vie aeree), Breathing (respirazione), Circulation (circolazione sanguigna). Al primo posto comunque vi è il controllo dello stato di coscienza.
 Il BLS è la tecnica di base da applicare quando il paziente:
      •    ha perso conoscenza e
      •    ha un arresto respiratorio e
      •    ha un arresto cardiaco.
 Per applicare la procedura ABC non è necessario essere specialisti nel campo  medico ma serve saper fare la respirazione a bocca a bocca e il massaggio cardiaco. E' necessario quindi aver partecipato almeno ad uno specifico corso di primo soccorso.


    Triage
 Il Triage è nato per affrontare le grandi emergenze dove sono coinvolte più persone infortunate con differenti
 situazioni cliniche. Questo sistema permette di classificare l'intervento da effettuare in base alla situazione
 clinica, di stabilire di conseguenza la priorità dell'evacuazione e di impostare della terapia ed il ricovero
 nell'ambiente più adeguato.
 Esistono diversi tipi di Triage:
 - Triage extraospedaliero, effettuato dai soccorritori;
 - Triage di centrale, effettuato dal personale della Centrale Operativa;
 - Triage intraospedaliero o  di Pronto Soccorso, effettuato dal personale infermieristico dedicato o
 specificatamente formato.
 Esistono molte metodiche di triage da applicare "sul campo" in occasione di una catastrofe o di una maxi-
 emergenza in cui ci si trovi nella necessità di operare una prima selezione di gravità sui soggetti colpiti.
 Tra questi sistemi ne un sistema di concezione italiana, il "Sistema CESIRA", e uno  di derivazione
 anglosassone, il "Sistema Start".
 Tra questi il sistema di concezione italiana denominato CESIRA. Si tratta di una procedura applicabile da
 personale sanitario che, valutando sostanzialmente l'ABC e la risposta neurologica, seleziona e suddivide
 inizialmente i codici verdi (che non necessitano di trattamento), allontanandoli dalla scena del disastro e
 raggruppandoli in un'area ben definita, da quelli gialli (che verranno quanto più possibile dilazionati), blu (che NON verranno trattati), e rossi (per i quali verrà stabilita la priorità di trattamento).

 

Il metodo di origine anglosassone “Triage semplice e trattamento rapido” (in inglese: Simple Triage And Rapid
 Treatment - START)  è  stato sviluppato invece con l'intento di permettere ai primi soccorritori, non
 necessariamente specializzati in campo  medico, di individuare le vittime più gravemente colpite. Il metodo permette sostanzialmente di aprire le vie aeree bloccate e fermare gravi emorragie. Quando poi arriverà nella zona altro personale di soccorso ai pazienti verrà fatto un nuovo triage, saranno trattati, stabilizzati e trasportati.

    Nozioni   base   di primo   soccorso
 Intendiamo illustrare qui le operazioni più semplici della procedura ABC, senza addentrarci nella respirazione bocca a bocca e nel massaggio cardiaco. Operazioni analoghe caratterizzano anche la procedura di triage START. La differenza principale tra i due sistemi risulta essere in questo caso il momento della valutazione dello stato mentale: nel caso siano presenti molte vittime la valutazione dello stato mentale viene fatta alla fine per velocizzare il procedimento di triage che non dovrebbe richiedere più di 30sec. per ciascuna vittima.


    Stato Mentale
Controlla lo stato della vittima chiedendogli di eseguire un semplice comando: “Apri gli occhi”, “Chiudi gli occhi”, “Stringimi la mano”. Le vittime in grado di seguire questi semplici comandi e che abbiano una respirazione e circolazione   adeguata non   sono  in  immediato    pericolo    di    vita.
Se la vittima non risponde scuotila leggermente (fare attenzione nel caso di vittime d'incidente perché si
potrebbero aggravare le lesioni). Se lo scuotimento non ha effetto prova con uno stimolo doloroso (es.: pizzicotti su parti sensibili). Se la persona non reagisce, o reagisce in maniera disordinata e non mirata ad allontanare il dolore, è da supporre che sia in coma e quindi in grave pericolo di vita.
La persona incosciente è a rischio di soffocamento e va sempre posta in posizione laterale di sicurezza, tranne in caso di sospetta lesione della colonna vertebrale (e tale lesione è sempre da sospettare in caso di trauma)
Sorveglia attentamente la vittima evitando ogni parola imprudente, certi infortunati incoscienti sentono e capiscono quanto si dice intorno a loro.


    Apertura delle vie aeree
 Se la vittima respira devi determinare la frequenza della respirazione. Le vittime con frequenza di respirazione maggiore di 30 inspirazioni al minuto stanno mostrando uno dei principali sintomi di shock e necessitano di assistenza immediata.
 Se la vittima non respira, libera rapidamente la bocca da eventuali corpi estranei.
 Nota: Il trattamento di traumi alla colonna cervicale può essere ignorato solo nel caso in cui ci sia un numero divittime molto maggiore del numero dei primi soccorritori. È infatti l'unico caso in cui ci può non essere tempo per stabilizzare propriamente la colonna di ogni vittima che abbia subito dei traumi.


Apertura delle vie aeree e posizione di sicurezza

 •   Se l'infortunato ha gli occhiali dovete levarglieli prima di muovere la testa per evitare lesioni
     agli occhi.
 •   Slacciare tutto ciò che stringe (colletti, cravatte, cinture).
 •   Eseguire la manovra  di iper-estensione del capo e sollevamento del mento. (vedi riquadro
     successivo)
 •   Aprire la bocca della vittima e ripulirla da ogni corpo estraneo eventualmente presente (denti
     rotti, vomito, ecc.), con due dita messe ad uncino, possibilmente protette da un fazzoletto.
 •   Preparare un cuscino (giacca ripiegata, maglione,…) d'uno spessore pari alla metà della
     larghezza delle spalle.
 •   Inginocchiarsi all'altezza del torace dell'infortunato
     e sistemare bene il cuscino contro la testa evitando
     di muovergli lateralmente il capo.
 •   Stendere perpendicolarmente al corpo il braccio che
     si trova dalla parte del soccorritore.
 •   Ripiegare         sul      torace        l'altro       braccio       e     ruotare
     l'infortunato in blocco fino a  farlo appoggiare sul
     fianco.
 •   Iperestendergli subito il capo portando all'indietro,
     con precauzione, cuscino e testa.
 •   Agganciare il piede dell'arto flesso al polpaccio della
     gamba sottostante, in modo che il ginocchio tocchi
     terra.
 •   Controllare ancora una  volta che  il capo sia in
     iperestensione e che  la posizione sia stabile (se
     necessario puntellarlo).
 In questa posizione l'infortunato manterrà le vie aeree
 libere e la lingua non ricadrà indietro.                              Il capo sarà
 iperesteso (cioè piegato all'indietro), con la bocca aperta, così vomito e altri liquidi potranno
 defluire   liberamente  da  essa.
 La posizione degli arti permette di mantenere il corpo in posizione stabile e comoda.

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Asportazione del materiale estraneo visibile

                              APERTURA   DELLA  BOCCA,  con il dito dietro i denti, se è presente tono
                              muscolare;

  (CLICCA PER L'IMMAGINE)

                              RIMOZIONE con le dita indice e medio coperte da un panno, se si tratta di liquidi,
                              o utilizzate come pinza o uncino, se si tratta di solidi.
                              Precauzioni:
                                   •    fare attenzione alla possibilità di essere morsi
                                   •    non ruotare la testa lateralmente e non flettere il collo;

 
 Manovra  iper-estensione del capo e sollevamento del mento

                       La posizione del collo in flessione facilita l'ostruzione da parte della lingua,
                       non più sostenuta dalla contrazione muscolare.
                       In questa situazione occorre subito praticare la manovra  di iper-estensione
                       del capo e  sollevamento del mento  (in inglese: head  tilt - chin lift), che
                       consente di spostare la lingua verso l'alto, rendendo possibile il passaggio
                       dell'aria

 (CLICCA PER L'IMMAGINE)

                       Per realizzare la manovra:
                          o     Appoggiare una  mano   sulla fronte della vittima e applicare una
                                pressione ferma all'indietro per inclinare la testa.
                          o     Posizionare le dita dell'altra mano  sotto la parte ossea del mento.
                          o     Sollevare il mento in avanti e sostenere la mandibola, per piegare la
                                testa indietro. Questa posizione riporterà la lingua in avanti, liberando
                                meglio le vie aeree.
                       La trazione del mento  è il metodo preferenziale per i soccorritori inesperti.

 

Precauzioni:

      •   Le dita non devono premere  in profondità nel tessuto molle sotto il mento perché potrebbero
          ostruire le vie aeree.

      •   Non usare il pollice per sollevare la mandibola.

      •   La bocca non deve essere chiusa.

      •   Se la vittima ha la dentiera, questa non deve essere rimossa subito, in quanto rappresenta
          un sostegno per le guance e le labbra, che facilita la respirazione artificiale. Inoltre la mano
          posta sul mento  la mantiene  in sede. Va rimossa solo nel caso in cui si sia spostata o
          interferisca con le manovre  di rianimazione.

 [ Le  illustrazioni sono tratte da: P.Safar N.G.Bircher, Rianimazione cardio-polmonare e cerebrale
 Edizione Italiana a cura di M.L.Bozza Marrubini , Raffaello Cortina Editore ]

 

      Circolazione
  Il metodo migliore per controllare la circolazione (per verificare se il cuore è in
  grado di far circolare adeguatamente il sangue) è controllare le pulsazioni al
  polso.
  Il punto in cui sentire le pulsazioni non è largo e può  essere difficile
  individuarlo sul polso. Il polso radiale si sente sul lato del polso
  corrispondente al palmo della mano, tra la linea mediana e l'osso del radio
  (quello dalla parte del pollice per intenderci). Per controllare il polso metti
  l'indice ed il medio sulla cunetta del polso alla base del pollice. Poi falle
  scivolare verso la fossetta appena sotto il polso. Per controllare il polso
  mantieni le dita in posizione per almeno 5-10 secondi. Se il polso è assente o
  irregolare la vittima necessita di assistenza immediata.

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  Controllare le emorragie

          L'emorragia è una perdita di sangue da ferite o lesioni in genere. L'emorragia è arteriosa
          se il sangue è di colore rosso vivo ed esce a getto pulsante. L'emorragia è venosa se il
          sangue è rosso scuro ed esce di continuo.


          Emorragia   venosa:
          - Comprimere  la ferita con garza sterile o con un pezzo di stoffa pulita.
          - Avvolgere il tutto con una fasciatura più stretta evitando di interrompere la circolazione
          sotto la fasciatura.


      -    L'arto ferito deve essere tenuto più alto del corpo in modo  da ridurre l'afflusso di
           sangue alla ferita.


      Emorragia  arteriosa:
      Da fare subito:
      - comprimere in un punto dell'arto fra la ferita e la radice dell'arto stesso poiché il sangue
      arterioso corre dal centro verso la periferia.
      - La compressione sull'arteria deve essere fatta in un punto al di sotto del quale si trovi un
      piano rappresentato da un osso. È possibile schiacciare con un dito o meglio con un pugno.
      - Mentre si tiene compressa l'arteria è possibile porre una fasciatura in vicinanza della
      ferita e, allentando la compressione, controllare se  la fasciatura è sufficiente ad
      interrompere l'emorragia.
      Non usare stringhe, corde, fili o lacci sottili ma in ogni caso usare fasce larghe, calze,
      cravatte o cinture.
      Non  bloccare le fasciature con  nodi ma  usare un bastoncino che vi permetta di
      stringere la fasciatura progressivamente.
      Non  tenere la fasciatura stretta per un periodo superiore ai 45 minuti. Segnate
      sulla vittima in un posto ben visibile (la fronte ad esempio) l'ora esatta e i minuti in cui
      avete applicato la fasciatura stretta. Superati i 45 minuti la fasciatura va allentata per 2 o 3
      minuti tenendo la ferita tamponata.

(CLICCA PER L'IMMAGINE)

      Dove comprimere in caso di emorragia arteriosa:
      - Arteria omerale: alla faccia interna del braccio a metà
      strada tra gomito e ascella
      - Arteria ascellare: nella parte anteriore del cavo ascellare
      - Arteria succlavia: dietro la parte centrale della clavicola
      - Arteria femorale: nella piega inguinale
      - Arteria polipnea: nella parte posteriore del ginocchio
      (agire con le due mani)


      Emorragia  interna (raccolta di sangue in cavità interne del corpo):
      Informarsi se il paziente ha subito un trauma al torace e/o all'addome
      I sintomi di una emorragia interna sono:
      - frequenza del polso aumentata
      - sudorazione e cute fredda
      se il paziente è in stato confusionale, portarlo in posizione di sicurezza.

 

Chiamare al più presto il soccorso medico.

 

    Stato di shock
 Lo shock è un disordine che segue a una circolazione del sangue poco efficace. Rimanere in stato di shock
 porta alla morte di cellule, tessuti ed interi organi.
 I principali sintomi di shock da osservare sono:
      •     respiro rapido e superficiale
      •     ritorno del sangue capillare maggiore di due secondi. Il ritorno del sangue capillare è quanto ci vuole al
            colore normale per ritornare.
      •     incapacità di eseguire semplici comandi come ad esempio “Stringi la mia mano”
      •     cambiamenti nel colore della pelle.
 Il corpo tende inizialmente a compensare la perdita di sangue e maschera i sintomi dello shock. Ricorda che le
 vittime che hanno subito traumi non rimangono stabilmente nella stessa situazione. Il processo di shock può
 continuare e diventare più serio con il trascorrere del tempo. È quindi importante ricontrollare le condizioni di
 tutte le vittime per verificare dei cambiamenti nelle loro condizioni.


    Come    trasportare   un  ferito
 Va sempre ricordato che spostare una persona ferita può arrecare gravi danni nel caso siano presenti lesioni interne o fratture nella colonna vertebrale. Non cercare quindi di cambiare posizione all'infortunato finché non sia accertata la natura delle lesioni.
 In alcuni casi si rende però necessario affrontare il rischio di muovere comunque l'infortunato: quando si trova a faccia in giù e ha bisogno di essere rianimato o ha difficoltà a respirare per la presenza di acqua o fango; quando la respirazione è ostacolata dal rilasciamento della lingua o dalla presenza di vomito o di altri materiali organici; quando c'è il pericolo di un incendio, di una esplosione, ecc.
 In ogni caso la vittima deve essere spostata nel senso della lunghezza, non di fianco, mantenendo la testaimmobilizzata ed allineata col collo e col dorso. Se possibile va infilata sotto una coperta o un indumento lungo con il quale poterla trascinare. Se la vittima deve essere sollevata, non va alzata soltanto la testa e i piedi ma  è importante sollevare insieme tutto il corpo, in modo da mantenerlo sempre dritto.
 Se un ferito deve assolutamente essere trasportato va fatto con una barella, anche improvvisata. E' possibile realizzare una barella con un'asse larga, una porta, oppure bastoni e giacche (i bastoni devono essere infilati nelle maniche rovesciate all'interno di giacche che poi vengono abbottonate).
 Un ferito grave non va mai trasportato in automobile.

 

 

    Lavorare    in una  situazione   in cui sono   presenti  numerose     vittime

Se non sei la prima persona a raggiungere il luogo in cui si è verificata l'emergenza assicurati, prima di
 cominciare a darti da fare, che quanto è accaduto sia stato adeguatamente segnalato e segnala la tua presenza nel luogo ai tuoi superiori. Molte eventi stanno accadendo simultaneamente e chi organizza i soccorsi saprà dirti dove le tue capacità di prestare soccorso saranno meglio utilizzate.
 Oltre alla prima valutazione della situazione, al segnalare accuratamente e chiaramente la situazione, chi presta i primi soccorsi può essere chiamato a partecipare in molti altri modi.
 Non appena il personale di soccorso specializzato arriva sul posto, il tuo compito è di segnalare accuratamente quanto individuato alla persona incaricata.
 Dopo aver riportato queste informazioni ti potranno essere indicate altre necessarie attività in cui prestare la tua opera: occuparti delle vittime, aiutare a spostarle, o collaborare al loro trasporto con l'ambulanza o l'elicottero.


    Considerazioni     di salute  pubblica
 Quando le vittime di un disastro hanno trovato sistemazione per ricevere i necessari trattamenti, la salute
 pubblica diventa una delle maggiori preoccupazioni. Devono essere prese misure per evitare il propagarsi di
 malattie.
 Le principali misure di salute pubblica includono:
      •     mantenere un'igiene appropriata
      •     evitare la diffusione di malattie
      •     purificare l'acqua (se necessario)


            Mantenere l'igiene
 E' importante mantenere un'igiene appropriata anche in condizioni di fortuna.
 Alcune semplici raccomandazioni di igiene:
      •     lava frequentemente le mani con acqua e sapone. Il lavaggio dovrebbe durare almeno 12-15 secondi e
            dovrebbe essere fatto possibilmente con un detergente antibatterico.
      •     se hai a che fare con feriti indossa sempre dei guanti in lattice.
      •     evita il contatto con i fluidi corporei. Lava immediatamente le parti che ne vengono accidentalmente in
            contatto con acqua e sapone o con una soluzione disinfettante.


            Evitare la diffusione di malattie
      •     controlla dove vengono gettati oggetti che possono essere fonte di batteri (guanti di lattice, vestiti ecc…)
      •     butta i prodotti di scarto in sacchetti di plastica, lega i sacchetti e contrassegnali come rifiuti medici. Tieni
            questi rifiuti separati da altri rifiuti e considerali come rifiuti pericolosi.
      •     sotterra i rifiuti fisiologici.

 


            Purificazione dell'acqua
Durante un'emergenza una delle prime cose che vengono a mancare è proprio l'acqua potabile. E' possibile
 purificare l'acqua per bere, cucinare e usi medici facendola bollire per almeno un minuto oppure usando delle
 apposite sostanze insapori.
 I soccorritori non  devono mettere sulle ferite nient'altro che acqua purificata. Solo il personale medico
 specializzato può decidere l'uso di altre soluzioni (ad esempio di disinfettanti).


(da: protezione civile - Friuli Venezia Giulia)
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