L'aiuto dei pazienti/utenti con deambulazione difficoltose è una delle attività con cui l'operatore socio sanitario si deve confrontare spesso. Queste difficoltà soprattutto nell'anziano si manifestano con velocità rallentata, riduzione della fluidità e della sincronia dei movimenti.

 

Ma cosa deve fare e cosa deve controllare l'operatore durante l'assistenza alla persona?
La prima cosa da fare è sicuramente occuparsi della sicurezza della persona durante gli spostamenti.  Le cadute sono i principali rischi e pertanto l'OSS dovrebbe assicurarsi che la persona da assistere indossi scarpe ben comode, possibilmente chiuse o allacciate, evitando l'uso di pantofole o ciabatte.
Va verificato anche il percorso che la persona deve compiere. Ci sono ostacoli? Se si bisogna provvedere alla loro rimozione o a scegliere un percorso alternativo più sicuro. Bisogna anche accertarsi che le condizioni di luce lungo il percorso siano idonee.

In caso di indicazioni specifiche del fisioterapista o fisiatra sulla riabilitazione della persona bisogna fare in modo che esse vengano rispettate durante i movimenti e le camminate. Non basta semplicemente accompagnare o far camminare il paziente bensì bisogna fare in modo che il progetto riabilitativo venga rispettato e attuato nei dettagli. Va verificata per esempio la postura durante la camminata. Gli anziani spesso hanno una postura con schiena molto dritta che può provocare un'eccessiva curvatura naturale della colonna vertebrale e carichi non corretti sulle caviglie/ginocchia.
La valutazione della camminata va fatta in spazi idonei e ampi e non in luoghi angusti o in tragitti molto brevi.

In genere la deambulazione è caratterizzata dai seguenti parametri:

1 posizione del tronco
2 posizione del bacino
3 posizione dell'arto di appoggio
4 posizione dell'arto sospeso

La postura durante la deambulazione cambia di poco con l'età se non ci sono patologie in atto. La mobilità articolare a livello della caviglia si riduce invece con l'età, così come la lunghezza del passo a causa di una caduta di tonicità muscolare.

Per una camminata corretta il tronco deve essere eretto ma non eccessivamente, il piede di appoggio deve aderire bene in tutta la sua superficie sul terreno, il ginocchio del piede di appoggio non deve essere flesso ma esteso e l'arto sospeso non deve muoversi strisciando sul terreno.

L'osservazione di queste cose da parte dell'operatore socio sanitario può essere di valido aiuto nella diagnosi di patologie o nella progettazione/valutazione di interventi riabilitativi.

Ovviamente l'OSS deve tenere presente che non esiste una camminata corretta uguale per tutti. Il modo di camminare ha una percentuale di soggettività dovuta anche alla conformazione fisica. La camminata va anche riferita all'età anagrafica della persona.

Nei casi più seri si ricorre alla deambulazione assistita. Questa può essere fatta una uno o due OSS.
Nella deambulazione assistita con un solo operatore, questi si pone al lato della persona e poi prendendolo per mano lo guida. L'altra mano va messa al fianco della persona per aumentare il senso di stabilità.
Nella deambulazione assistita con due OSS, Ciascuno di essi si mette in uno dei due lati, poi entrambi con una mano tengono la mano della persona e con l'altra mano sorreggono l'avambraccio fino all'altezza del gomito.

Nei casi ancora più gravi , dove anche la deambulazione assistita è inefficace, si usano ausili particolar detti deambulatori. Ne esistono di vari tipi con ruote e appoggi ed hanno altezze regolabili. In questi contesti l'operatore si pone vicino alla persona e controlla che questa venga usato correttamente.

A volte nella deambulazione la persona può fare uso di bastoni. Anche di questi ne esistono di tanti tipi, a quattro punti d'appoggio, a tre punti e a un punto. Anche in questo caso l'operatore socio sanitario si pone al fianco della persona da assistere.

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