Tra le mansioni molto delicate ed importanti dell'operatore socio sanitario che opera all'interno di ospedali e strutture ospedaliere rientrano la pulizia, la decontaminazione la disinfezione e la sterilizzazione degli strumenti chirurgici.

  Ecco quindi un elenco non esaustivo ma dettagliato di quali sono gli strumenti chirurgici utilizzati nelle strutture ospedaliere e le loro principali caratteristiche morfologiche.

 

Lo strumentario chirurgico ha subito negli anni notevoli modifiche, è diventato sempre più piccolo e leggero sempre più di precisione.  Oggi esistono tantissime versioni dello stesso strumento che si diversificano nelle forme, nelle dimensioni e nell’utilizzo specifico di esso.

 

I “ferri chirurgici” si possono dividere in due grandi gruppi:


-strumenti generici, utilizzati sia negli ospedali che nei pronti soccorsi per medicazione ed intervento.  Sono di uso generale e vengono utilizzate per qualsiasi tipo di intervento. 

 

- strumenti specialistici, utilizzati prevalentemente in sala operatoria per specifici interventi chirurgici.

La prima tipologia, ossia quella degli strumenti generici, si può suddividere ulteriormente in due sottogruppi: strumenti di medicazione e strumenti da sala operatoria. La differenza principale tra questi è l'accuratezza nella loro realizzazione.  Quelli da sala operatoria sono realizzati con materiali pregiati, sono leggeri, maneggevoli e bilanciati perfettamente. Di contro, lo strumento di medicazione ha una chiusura e un taglio meno precisi e viene realizzato con materiali meno pregiati.
Spesso questi strumenti hanno delle superfici antiriflesso o colori scuri. 

Con quale materiale sono realizzati

I materiali utilizzati sono vari, i principali sono:

- plastica, soprattutto per quelli monouso;

- acciaio inox;

- alluminio;

- metallo cromato, sempre meno utilizzato;

- metalli particolari come il tungsteno e il titanio.

Spesso gli strumenti sono fatti da più materiali ma, secondo la normativa vigente, questi materiali non possono essere contenuti in maniera casuale. Per esempio, non possono essere usati strumenti chirurgici che abbiano nella loro composizione una percentuale in plastica.

 

In base all'uso gli strumenti chirurgici possono essere suddivisi in questi macro gruppi:

- strumenti per diagnostica;

- forbici e bisturi;

- pinze per tessuti e pinze emostatiche;
- divaricatori;

- strumenti di sutura.

Tra gli strumenti per la diagnostica vi sono i  martelletti a percussione per la misurazione dei riflessi, i metri e i calibri di varie dimensioni, gli stetoscopi e le lampade frontali.

 

Caratteristiche generali dei ferri chirurgici

per considerare “valido” un ferro chirurgico devono essere prese in considerazione le seguenti caratteristiche che esso presenta:

- il materiale con il quale è fatto;

- il suo peso;

- la forma e le dimensioni;

- come si presenta esteriormente (tipo di superficie e colore);

- la durata nel tempo;

- il prezzo. 

Quest'ultima caratteristica non va sottovalutata poiché gli strumenti chirurgici hanno dei costi abbastanza elevati.

In genere, i ferri chirurgici in metallo vengono divisi in quattro categorie:

-strumenti taglienti;

-pinze;

-divaricatori;

-Porta-aghi

 

I TAGLIENTI

Sono i ferri chirurgici adoperati per incidere i tessuti e la cute. Fanno parte di questa categoria le forbici e i bisturi. 

 

Le forbici
Utilizzate per la dissezione dei tessuti e dei vasi e per tagliare i fili di sutura. La varietà di questo strumento è elevata, le forbici sono diverse per:
-lunghezza, variabile in base alla profondità del tessuto da incidere;
-peso;
-forma delle lame, che possono essere rette o curve;
-terminazione delle lame (smussate, acute, ecc.);
-lunghezza delle lame.

Ecco le più utilizzate:
-forbici di Mayo, utilizzate per la dissezione di tessuti resistenti;
-forbici di Metzenbaum, utilizzate per la dissezione di tessuti più delicati;
-forbici a punte aguzze affilate, adatte alla rimozione dei punti di sutura;
-forbici a punte smusse con lame affilate, adatte al taglio dei fili durante l’esecuzione di suture;
-forbici di SIMS, indicati per il taglio di tessuti posti in profondità;
-forbici per chirurgia vascolare, la loro punta può essere acuta, smussa o bottonuta. La parte che unisce l'impugnatura allo snodo può essere sagomata. 

L’impugnatura corretta di una forbice si effettua con il pollice e l’anulare dentro i due occhielli e il dito medio posizionato sopra l’anulare esternamente agli anelli.  

 

I bisturi
Generalmente a lama breve e di varia forma, quelli moderni sono in metallo ed hanno la lama intercambiabile. I bisturi a “lama fissa” sono oramai in disuso, in quanto le operazioni di sterilizzazione, soprattutto quella a vapore, determinano un’azione di degrado sull’ affilatura della lama e lo strumento subisce un deterioramento veloce. 

I bisturi sono utilizzati prevalentemente per incidere la cute o sezionare tessuti molli o vasi. Alcune tipologie di bisturi, con impugnature delicate, vengono usate per la microchirurgia. In base alla forgia della lama, si distinguono in due grandi categorie:
-lanceolati (o retti), a lama dritta;
-panciuti (o convessi), con lama più o meno larga;
-bottonuti, con punta smussata o ricurva;
-falcati, con punta a becco di falco;
-bitaglienti.

Le lame usate più spesso sono quelle panciute per incisioni cutanee e quelle appuntite per incidere i vasi in maniera longitudinale.

In base all’ impugnatura, i bisturi si possono suddividere in:
-bisturi a tacca piccola;
-bisturi a tacca grande
;bisturi a due tacche

Per le incisioni che non richiedono elevata precisione la modalità di impugnatura più semplice è a “coltello da tavola”, impugnando il manico tra il pollice e le ultime tre dita e con l’indice appoggiato sul dorso. Per incisioni più delicate ci sono l’impugnatura a “penna per scrivere” fatta con due dita e l’indice appoggiato sul dorso e l’impugnatura ad “archetto di violino” dove si utilizzano solo due dita per la presa.

Da qualche tempo, così come per alcune forbici, vengono utilizzati “bisturi sterili monouso” anch’essi a lame intercambiabili.  

Va citato infine il bisturi elettrico il cui puntale è estraibile e sterilizzabile.

LE PINZE
Le pinze emostatiche e le pinze per tessuti fanno parte degli strumenti da presa, vengono utilizzate per occludere, afferrare o per mettere in trazione tessuti e lembi durante le dissezioni. Le distinzioni principali avvengono in base alla:
-presenza o meno di denti nella parte terminale;
-numero dei denti presenti;
-lunghezza, forma e spessore dello strumento;
-forma e tipo di morso (largo, dentellato, zigrinato, ecc.);
-tipo di impugnatura.

Dal punto di vista del loro utilizzo, le pinze si classificano in:
-pinze da dissezione, a loro volta suddivise in chirurgiche, anatomiche, vascolari, coagulanti e passafili;


-pinze da presa, caratterizzate da impugnatura ad anelli ed estremità adatte ad afferrare i tessuti o i lembi senza creare traumi;

-pinze emostatiche, costituite in genere da ganasce robuste per contenere un’adeguata occlusione, possono terminare con un morso a scanalatura o con uno o più denti. Possono essere di piccole dimensioni (mosquito), medie/grandi dimensioni (crile). Il tipo Kocher ha un dente terminale.

-pinze fissateli, servono per il fissaggio della teleria nella sala operatoria nelle  operazioni preparatorie dell’intervento.

Le più conosciute sono le pinze di Backhaus, di Jones e di Bernhard.

I DIVARICATORI
Utilizzati per lo scostamento dei tessuti recisi e permettere una buona visione interna. Hanno forme e dimensioni variabili e si distinguono in:

-manuali o retrattori, dotati di impugnatura ed hanno forma a rastrello, a uncino o a valva con gancio;

-autostatici, con cremagliera che blocca la dilatazione e non richiedono l’intervento dell’operatore.

 

I PORTA-AGHI
Strumenti indispensabili per la sutura con ago, presentano impugnature ad anelli, con arresto o senza arresto e sono dotati di corpo e morso. Hanno dimensioni e peso variabili e sono fatti principalmente in acciaio, tungsteno o titanio. 

Vi sono altri strumenti usati in chirurgia, anche se impiegati con minor frequenza, quali:
-strumenti da aspirazione (canule, ecc.);
-strumenti da esplorazione (sonde, spicilli, ecc);
-strumenti da curettage, possono essere taglienti e vengono usati per asportare calcoli;
-strumenti da taglio osseo (sega ad arco, circolare, a lama, ecc.). 

Anche se alcuni degli strumenti chirurgici esaminati vengono proposti oggi in confezioni monouso, l'accuratezza, la precisione e la professionalità messe in atto dall'operatore socio sanitario durante la decontaminazione, la detersione e la sterilizzazione dei dispositivi medici per la diagnosi, la cura e l'assistenza alla persona rimangono elementi di fondamentale importanza per la prevenzione delle infezioni correlate alle pratiche assistenziali e sanitarie. Sicuramente la conoscenza degli strumenti sui quali si va ad intervenire può agevolare il lavoro dell'OSS.

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