Quali sono i sintomi più diffusi di stress causato dal lavoro e come si può superare.

Lo stress da lavoro è sempre più presente nella nostra quotidianità e quindi può capitare che alcuni sintomi a volte sottovalutati alla lunga possono diventare dei fattori di stress cronicizzati. E’ un’ insieme di fattori individuali (insicurezza, impulsività, disturbi alimentari, ecc.) ma anche dell'organizzazione nell’ambito lavorativo (difficoltà relazionale, conflittualità, assenteismo, ecc.)   che possono portare la persona a sperimentare un disturbo da stress cronico che si manifesta con una sintomatologia, a livello fisico, a livello psichico emozionale, a livello comportamentale e addirittura a livello organico in quanto spesso nel sangue vengono rilevati dei livelli alti di alcuni “marker” caratteristici presenti in tutte le situazioni di stress, come ad esempio la prolattina oppure cortisolo che è un ormone prodotto dalle cellule della fascicolata del surrene e la a sua produzione aumenta, appunto, in condizioni di stress psico-fisico severo.

Chi è in condizioni di stress spesso lamenta una ridotta capacità di concentrazione, battiti del cuore accelerati e uno stato di elevata irritabilità. 

Accanto a questi disturbi che rappresentano la sintomatologia fisica, comportamentale e psico-emozionale tipica dello stress da lavoro correlato si possono trovare altri sintomi associati, ad esempio una stanchezza diffusa, una rigidità muscolare che comporta poi la comparsa di tic nervosi, improvvise sudorazioni, tremori alle mani e poi le caratteristiche emicranie. Tutto ciò accompagnato da una difficoltà progressiva nel memorizzare nuove informazioni, nervosismo diffuso, essere sempre più intransigenti ma soprattutto indifferenti nei confronti degli altri e dei colleghi di lavoro.

Qualcuno parla di una vera e propria tendenza ad estraniarsi dall’ambiente in cui ci si trova,  quindi mentre si svolge una mansione si avverte improvvisamente la sensazione che la mente sia concentrate su cose esterne e si può arrivare ad avere delle vere e proprie crisi di identità. Ovvero si inizia a porsi delle domande del tipo: ”…ma questo lavoro mi rappresenta veramente professionalmente?”, “…ma quali sono le mie alternative a questo lavoro?”. Cioè non ci si riconosce più nelle proprie vesti, nella propria identità professionale. Ed infine, si può arrivare anche a modificare o alterare i propri comportamenti. Si comincia con l’isolarsi, essere poco produttivi, commettere errori sul lavoro, mangiare in maniera sbagliata e a sentirsi inadeguati. Si cerca anche rifugio nei cosiddetti “compensatori” che potrebbero essere l’uso di sigarette ed alcol. In chi già ne faceva uso si registra un notevole incremento dei consumi.

Cosa fare in caso di stressa da lavoro correlato?

Nel moneto in cui vengono colti i sintomi dello stress bisogna lavorare su se stessi e non aspettare l’aiuto esterno. Ecco i segnali da prendere in seria considerazione:

-poca voglia di andare al lavoro;
-stanchezza cronica;
-sensazione di disagio;
-rabbia e rancore verso i superiori e i colleghi;
-indifferenza per la propria professione;
-negatività e apatia;
-poca voglia di curare le relazioni sociali;
-insonnia e disturbi del sonno;
-preoccupazione eccessiva per il futuro;
-incapacità di ascoltare gli altri e di concentrarsi sulle cose da fare;
-emicranie frequenti;
-dolori articolari;
-tachicardia;
-crisi di pianto immotivate;
-disturbi alimentari e gastrointestinale.



Bisogna chiarire che non basta assentarsi per un periodo dal lavoro e/o concedersi una vacanza per allontanare lo  stress e ritornare come prima. Anzi, questi mezzi rappresentano solo dei palliativi e quando si ritorna sul posto di lavoro le nostre ansie e le nostre preoccupazioni sono ancora li ad aspettarci. Un periodo di riposo così breve e repentino spesso finisce con il farci ammalare perché nella fase di relax se non abbiamo un buon equilibrio psico-fisico le difese immunitarie si abbassano e si è più soggetti a raffreddori, influenze e comparsa di herpes.

Bisogna invece riprendere il controllo dei nostri comportamenti naturali ed evitare che lo stress si cronicizzi. Solo partendo da questi noi possiamo poi ritornare ad ottenere un equilibrio senza necessariamente aspettare che i provvedimenti vengono presi da altri.

Si può lavorare su se stessi, dunque, ricavare degli spazi per se’, cercare dei momenti di svago costanti, curare l’alimentazione, stare il più possibile a contatto con altre persone che non necessariamente devono essere colleghi di lavoro. Quindi bisogna coltivare nuove conoscenze ed amicizie, cioè persone con le quali potersi distrarre concedersi dei piccoli divertimenti al di fuori dal lavoro.

Ovviamente la cosa più importante da fare è puntare sull’efficienza e la promozione del proprio lavoro. Bisogna cioè provare a ridurre gli aspetti negativi che lo caratterizzano e valorizzare ed aumentare gli aspetti positivi di esso. Per esempio, bisogna creare uno spirito di squadra all’interno del proprio gruppo di lavoro, condividere le esperienze e vivere la diversità degli altri come un arricchimento della propria personalità e della propria professionalità.

 

 

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