Lo scopo di quest'articolo è far conoscere i caratteri generali del Diritto nazionale ed europeo a chi deve sostenere le prove di ammissione ai corsi o le prove concorsuali per operatore socio-sanitario. Per chi già lavora in ambito socio-sanitario rappresenta invece un breve  vademecum sugli aspetti legislativi.

ELEMENTI GENERALI DI LEGISLAZIONE

Il Diritto
Ogni stato dispone di un suo ordinamento giuridico, ossia di un insieme di norme che permettono ai cittadini la convivenza sociale e lo sviluppo dell'intera società. Il diritto è l'insieme delle norme giuridiche che regolano una società.

La norma
E' una regola che stabilisce le modalità di comportamento da adottare all'interno di una società.
Non può esistere una società che non sia regolata da norme.

Spesso, La violazione di una norma prevede l'erogazione di una sanzione, ossia cosa deve fare il cittadino per dimostrare il suo pentimento nei confronti della società o per ripagare eventuali danni materiali causati dal suo comportamento. Questo principio rappresenta la "Certezza del Diritto", che si fonda sul "principio della Responsabilità" e rappresenta un valore intrinseco al quale tutta la società deve obbligatoriamente arrivare per garantire la libertà dell’individuo e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Ogni persona deve essere in grado di prevedere le conseguenze giuridiche della propria condotta.

Le fonti del Diritto
Come nascono le norme giuridiche? Le norme possono essere scritte (fonti atto) e non scritte (fonti fatto), quest'ultime spesso hanno una natura consuetudinaria, cioè rappresentano delle regole di comportamento tramandate all'interno della società e dettate dal convincimento che questi comportamenti siano conformi a diritto o necessità, come esempio possiamo citare le norme sociali di buona educazione e le norme morali in genere.  In ogni ordinamento esistono delle autorità che hanno il compito di produrre norme. Quando si parla di fonti di produzione del Diritto si fa riferimento agli organi che "creano" norme, cioè il Parlamento, il Capo di stato, il governo e altri organi amministrativi dello stato come le Regioni e gli enti locali.
Il Parlamento è titolare del potere legislativo e tra le funzioni principali c'è proprio la produzione di leggi; Il Capo dello stato e il governo possono farlo delegando il Parlamento o in maniera autonoma se esistono motivi di urgenze o di gravità. Le regioni ed altri enti erogano leggi in virtù dell'autorizzazione dello Stato ma ovviamente all'interno del loro campo di azione. (materie, ambiti territoriali).

FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE


Le fonti del Diritto si differenziano in:

  • Fonti di produzione, l’insieme delle norme che determinano gli organi e le procedure del diritto (per esempio, le leggi, i decreti-legge, i D.P.R.).
  • Fonti di cognizione, gli strumenti attraverso i quali vengono diffuse le norme di produzione (per esempio, Gazzetta Ufficiale e BUR regionali).

Le tipologie e le gerarchie delle norme
Le leggi non possono godere di arbitrarietà e a loro volta devono rispettare i principi sanciti dalla Costituzione. Premesso che la Costituzione è la legge per eccellenza, le leggi dello Stato italiano sono così strutturate:


-Leggi (o norme) Costituzionali, il cui obiettivo è integrare quanto riportato nella Costituzione. Esistono anche le leggi di revisione costituzionale che sono norme che apportano modifiche alla costituzione. Per entrambe, l’iter per l'approvazione è particolarmente complesso e si discosta parecchio dalle modalità di approvazione delle leggi ordinarie.

 -Leggi ordinarie, approvate dal Parlamento, vengono promulgate dal Capo dello Stato e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.

-Decreti - Legge (DL), sono norme che hanno forza di legge emanate dal governo in circostanze urgenti o di elevata gravità. Devono comunque essere approvati dal Parlamento.

-Decreti legislativi (D.Leg.vo), vengono emanati dal governo su delega del parlamento (legge-delega). questa forma viene utilizzata quando si devono analizzare argomenti complessi o si devono attuare riforme.

-Decreti del Presidente della Repubblica (DPR), che regolano alcuni settori dello Stato e vengono emanati dal Presidente della Repubblica.

-Decreti ministeriali, Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e Delibere Comitato Interministeriale, sono atti del potere esecutivo (governo), spesso emanati da singoli ministri nell'ambito delle materie di loro competenza. Dunque, sono atti aventi il contenuto di legge in quanto creano norme giuridiche ma non la forma di legge in quanto emanati da organi amministrativi e non da organo legislativi. Se il decreto è emanato dal Presidente del consiglio prende il nome di Decreto del Presidente del Consiglio, mentre se il decreto richiede la competenza di vari dicasteri viene detto Decreto interministeriale.

Vi sono poi:

-Accordi Stato - Regioni, in questa tipologia di atti rientra proprio la formazione di figure professionali come l'operatore socio sanitario o la regolamentazione della formazione nell'ambito della sicurezza.

-Statuti Regionali, fonti di diritto derivanti dall'autonomia delle regioni che disciplinano l'organizzazione interna. Va precisato che le regioni, seppur dotate di autonomia, non possiedono sovranità e pertanto gli statuti regionali non possono essere considerati "Costituzioni regionali" e devono operare nel rispetto della Costituzione italiana e dei principi generali dell'ordinamento giuridico.

-Leggi regionali, norme che hanno valore solo nella regione in cui vengono emesse. Negli ultimi anni, le riforme di legge hanno diminuito la centralità dello Stato incrementando il potere legislativo delle regioni in vari settori; tra questi vi è la sanità dove molte competenze sull’organizzazione sono demandate alle singole regioni e alle province autonome.

- Regolamenti regionali, possono essere di vari tipi e vengono usati per mette in atto leggi, oppure per disciplinare alcune tematiche su delega di legge. In passato, venivano usati anche per regolamentare delle materie dove c'erano dei vuoti di legge; oggi quest'ultima cosa appare illegittima in quanto la potestà legislativa non può essere delegata.

-Regolamenti provinciali e regionali (atti amministrativi), nel rispetto dei principi sanciti dalla normativa, le province e i comuni adottano regolamenti nelle materie di propria competenza per permettere l'attuazione delle disposizioni di legge garantendo il buon funzionamento e l'organizzazione degli organi e degli uffici preposti all'esercizio delle loro funzioni.

Come detto, non tutte le norme hanno lo stesso valore. esistono norme che hanno più forza delle altre:
- una norma di grado superiore può modificare quella di grado più basso e non viceversa (criterio gerarchico);
-due norme di pari grado possono modificarsi secondo il criterio cronologico: la più recente prevale su quella precedente.

Si parla quindi di gerarchia delle norme ossia del principio di “forza di legge” di una norma. Si arriva così ad avere fonti primarie e fonti secondarie. Quando una norma di livello inferiore è in contrasto con una norma superiore è soggetta ad annullamento ad opera della Corte Costituzionale o a disapplicazione.  

 

Le fonti primarie e secondarie.


Le fonti primarie sono disciplinate dalla Costituzione e nella gerarchia della legislazione si trovano subito dopo di essa e delle leggi costituzionali. La categoria comprende la Costituzione e le leggi costituzionali appunto e le leggi ordinarie e i cosiddetti "atti di forza o di legge" ossia i Decreti-Legge, i Decreti legislativi e il D.P.R.


 Le fonti secondarie sono subordinate alla legge e disciplinate da essa. Sono fonti secondarie i regolamenti governativi adottati dal Consiglio dei Ministri e i regolamenti ministeriali e interministeriali (D.M. - D.P.C.M. - D.C.I).
Esistono anche le norme di terzo livello che comprendono le circolari, le interpretazioni e le ordinanze. Tra esse vi sono le fonti delle autonomie locali.

-Le circolari, sono atti amministrativi emessi dall'amministrazione centrale ed indirizzati alle autorità inferiori. Servono ad impartire disposizioni ed istruzioni di servizio. Spesso servono a districare dubbi (circolari interpretative) sull'applicazione delle leggi o sulle procedure pratiche da mettere in atto. La circolare non ha efficacia di legge e non può essere considerata un regolamento ma è vincolante per il personale cui è indirizzata.

-Pareri, a seguito di dubbi ci si può rivolgere ad organi consultivi quali il Consiglio di Stato, per avere dei pareri su una norma. I pareri possono essere:

  • -facoltativi, cioè richiesti esplicitamente e non sono vincolanti;
  • -obbligatori, devono essere chiesti obbligatoriamente ma non sono vincolanti;
  • -vincolanti, devono essere chiesti obbligatoriamente e sono vincolati;
  • -di legittimità, vengono richiesti per capire se un determinato atto è stato emesso nel rispetto della legge;
  • -di merito, richiesti per capire se l'atto rispetta i criteri della buona amministrazione e il pubblico interesse.

-Ordinanze, nel diritto amministrativo coprono una vasta area degli atti delle pubbliche amministrazioni. Tra i provvedimenti amministrativi ci sono gli ordini e i divieti che rappresentano delle disposizioni a carattere restrittivo e definiscono il comportamento che deve tenere il destinatario.  La trasgressione di un'ordinanza di solito dà luogo a sanzioni civili e/o penali.

 

Per distingue le norme dal punto di vista gerarchico vige anche il criterio di specialità, in caso di contrasto tra due norme prevale quella a carattere speciale rispetto a quella a carattere generale. Di solito le norme in conflitto coesistono e l’organo preposto a fare da interprete decide quale delle due ritenere “applicabile” e di conseguenza qual è “non applicabile”.
Esiste anche il criterio di competenza, poiché la Costituzione prevede che alcune norme possono essere trattate solo da determinati organi, in caso di norme contrastanti prevale l’applicazione della normativa che è scaturita da chi aveva competenza a legiferare in merito.

 

Le Fonti comunitarie


Con l’avvento dell’Unione europea, anche le norme che arrivano dal Parlamento europeo sono entrate a far parte del nostro ordinamento giuridico.

Le principali fonti comunitarie sono:

  • I Trattati, stipulati dagli Stati membri rappresentano le basi dell’Unione stessa e sono vincolanti per tutti gli stati che ne fanno parte.
  • Regolamenti europei, provvedimenti di carattere generale vincolati per i cittadini degli stati dell’Unione; sono applicabili senza un provvedimento nazionale di attuazione. In questo senso si pongono al di sopra della normativa nazionale.
  •  Direttive europee, che devono essere recepite ed attuate con appositi provvedimenti dagli Stati membri.
  • Decisioni, vincolanti per il destinatario che può essere uno Stato dell’UE o una persona fisica. La loro applicazione è simile alle direttive.
  • Raccomandazioni e Pareri, non sono vincolanti e non rappresentano diritti e obblighi per il destinatario.

Il diritto dell'Unione europea prevale sul diritto interno degli stati che ne fanno parte (principio di competenza dell’Unione europea o principio di preferenza).

Le fonti del diritto dell’Unione europea sono di tre tipi:

  • Fonti primarie, includono i trattati istitutivi che delineano il quadro in cui operano le istituzioni e fissano le norme generali che regolano le competenze degli stati all’interno dell’Unione.
  • Fonti derivate, fatte da atti unilaterali (regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri) e atti convenzionali (accordi tra Stati membri o con paesi terzi, accordi tra le istituzioni UE).
  • Fonti complementari, comprendono il diritto internazionale e i principi generali del diritto. Fonte tipica del diritto internazionale è la consuetudine, una fonte non scritta basata su comportamenti generali dei cittadini (aspetto materiale) e sul convincimento che si tratti di comportamenti obbligatori (aspetto psicologico). La consuetudine può dare origine a una norma giuridica.

Anche per le leggi europee valgono i principi gerarchici visti prima.

Per approfondire l'argomento puoi andare su:  area legislazione Test e i quiz gratuiti per OSS  

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