Dopo il primo articolo sulla normativa generale italiana, ecco un secondo articolo che analizza nello specifico la normativa che regola il servizio sanitario nazionale.

PRIMA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Il servizio sanitario nazionale (SSN) viene istituito con la legge 833/78. Prima di tale legge nel nostro paese la tutela della salute fisica e psichica delle persone era disciplinata da alcune norme che si occupavano del settore della sanità pubblica e da altre che riguardavano il settore ospedaliero. Tra queste ricordiamo il Testo Unico delle Leggi Sanitarie (TTUULLSS) ossia il Regio Decreto di “Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie“ del n. 1265 del 27 luglio 1934  e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 1934. Da citare anche la legge 132/68 conosciuta anche come Legge Mariotti che ha riformato l’organizzazione degli ospedali ed ha istituito gli Enti ospedalieri di natura pubblica il cui compito era quello di provvedere alle cure degli infermi. fanno seguito a questa legge una serie di decreti del Presidente della Repubblica (D.R.P.) che costituiscono un complemento della legge e approfondiscono alcuni aspetti delle tematiche in essa contenute. Ecco i più importanti:

  • P.R. n. 128 del 27 marzo 1969 “Ordinamento dei servizi ospedalieri”;
  • P.R. n. 129 del 27 marzo 1969 “Ordimento interno dei servizi di assistenza delle cliniche e degli istituti universitari di ricovero e di cura” ;
  • P.R. n. 130 del 27 marzo 1969 “Stato giuridico dei dipendenti deli enti ospedalieri”.

 

IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE (SSN)

L’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale nasce dall’esigenza di mettere in pratica quanto sancito dall’art. 32 della Costituzione Italiana che così recita:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

In realtà, i principi che stanno alla base della legge sul SSN sono anche altri, per esempio il fondamento dello Stato sulle autonomie locali con il relativo decentramento.

Comunque sia, l’approvazione di questa importante riforma che ha subito anche un cammino molto travagliato prima di diventare legge ha posto fine al sistema mutualistico basato sull’assicurazione obbligatoria: tutti i cittadini italiani possono godere del diritto alla salute attraverso le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. La salute non è più un bene individuale della persona bensì un bene collettivo dell’intera società ed è tutelata dallo Stato.

Il SSN è costituito dall’insieme delle funzioni, delle strutture, delle attività e dei servizi destinati al mantenimento e al recupero della salute di tutta la popolazione senza alcuna distinzione di condizioni individuali o sociali secondo il principio dell’uguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio.

Nell’attuazione di quanto disposto nella legge n. 833 del 23/12/1978 sono coinvolti lo Stato, le regioni e gli enti territoriali locali che lavorano in sinergia nei rispettivi ambiti di competenza.

 

LA SECONDA RIFORMA DEL SSN

Dopo l’istituzione del SSN del 1978, alcune strutture come le USL hanno cominciato a mostrare i propri limiti: organizzazioni mastodontiche e difficili da gestire, nasce così l’esigenza di apportare alcune modifiche legislative alla legge n.833. Il 15 gennaio del 1986, con la legge n. 4 - Disposizioni transitorie nell'attesa della riforma istituzionale delle unita' sanitarie locali”-  è stato modificato l’assetto organizzativo mediante la soppressione delle assemblee generali e la riduzione dei membri dei comitati di gestione delle USL. Ancora più determinato è il Decreto legge n. 36 del 6 febbraio 1991 -Norme sulla gestione transitoria delle unita' sanitarie locali”- che cancella i comitati di gestione e gli organi collegiali delle USL e affida tutto il potere ad un unico direttore.
Si arriva così alla legge n. 421 del 23 ottobre 1992- “Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanita', di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale” - con la quale viene deciso di dare una nuova organizzazione al pubblico impiego, alla sanità e al sistema fiscale e previdenziale.

Per quanto riguarda la sanità arriva il decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992 -Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421” - e il Decreto legislativo n. 517 del 7 dicembre 1993 -Modificazioni al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 - che modifica in parte quello precedente.

Queste le modifiche sostanziali apportate al sistema sanitario dalle due norme di legge conosciute anche come “Legge De Lorenzo” e “Decreto Garavaglia”:

le Usl vengono ridotte di numero e acquistano personalità giuridica pubblica; si trasformano in aziende; ·        
-i grandi ospedali vengono scorporati dalle USL;         
-gli organi delle USL sono il direttore generale e il collegio dei revisori;  
-il direttore generale si avvale delle figure del direttore amministrativo e il direttore sanitario e dei servizi sociali ;
-gli ospedali che non vengono scorporati diventano presidi ospedalieri;   
-i bilanci vengono esaminati dal sindaco o dalla conferenza dei sindaci;

Seguono delle leggi regionali di attuazione della riorganizzazione del sistema sanitario nazionale. Dunque, la seconda riforma porta notevoli cambiamenti nell’assetto organizzativo e strutturale del servizio sanitario, anche per mantenere sotto controllo la spesa sanitaria che aveva raggiunto delle cifre esorbitanti, ma non ha intaccato lo spirito della riforma ossia la tutela e la garanzia della salute dei cittadini.

LA TERZA RIFORMA DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

L’ultima riforma, conosciuta anche come “riforma ter” o “riforma Bindi”, arriva con il Decreto legislativo n. 229 del 19 giugno 1999  - "Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419", - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16 luglio 1999 - Supplemento Ordinario n. 132.

Ancora una volta i principi ispiratori delle riforme precedenti vengono mantenuti integri ma viene riorganizzato ulteriormente l’assetto strutturale e gestionale del servizio.
Questi i principali cambiamenti:

  • l'individuazione dei livelli essenziali e uniformi di assistenza (LEA) assicurati dal Servizio sanitario nazionale viene effettuata contestualmente all'individuazione delle risorse finanziarie destinate al Servizio sanitario nazionale;
  • più autonomia alle regioni e introduzione dell’accreditamento per le strutture sanitarie;
  • introduzione della Carta dei servizi per migliorare i rapporti tra il sistema sanitario nazionale e gli utenti.

 

I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

I principi fondamentali su cui si basa il Servizio Sanitario Nazionale sono:

  • UNIVERSALITA’, garanzia delle prestazioni sanitarie per tutti gli individui;
  • UGUAGLIANZA, tutti hanno diritto alle medesime prestazioni;
  • EQUITA’, garantire a tutti i cittadini servizi di qualità, efficienti e trasparente;
  • CENTRALITA’ DELLA PERSONA, libertà di scelta su dove curarsi, diritto di essere informato e diritto alla riservatezza per tutti gli individui;
  • RESPONSABILITA’ PUBBLICA PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE, attraverso i LEA nazionali e le strutture regionali deve essere garantita la tutela della salute;
  • COLLABORAZIONE TRA STATO E ENTI A VARIO LIVELLO, Stato e enti locali devono collaborare per assicurare la tutela della salute su tutto il territorio nazionale;
  • VALORIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI SANITARIE, medici, infermieri, operatori socio sanitari, ecc. devono possedere capacità professionali sia prettamente tecniche che relazionali. Devono essere in grado di lavorare in èquipe e di interagire con gli assistiti.
  • INTEGRAZIONE SOCIALE E SANITARIA, è necessario garantire all’utente sia l’assistenza sanitaria che socio-assistenziale anche per lunghi periodi di degenza o riabilitazione.

 

GLI OBIETTIVI DEL SSN

Per monitorare la qualità e l’efficienza del servizio sanitario, lo Stato ha istituito il Nuovo Sistema Informativo Sanitario che rappresenta uno strumento di acquisizione ed elaborazione di informazioni. Il NSIS nasce quindi dall’esigenza di verificare:

  • lo stato di salute della popolazione;
  • la completezza del SSN anche in relazione alla copertura del territorio;
  • la corrispondenza tra domanda e offerta nei servizi;
  • la spesa sanitaria per il servizio.

L’analisi di queste informazioni è finalizzata al miglioramento del servizio in tutto il paese, alla semplificazione nelle procedure di accesso alle prestazioni e alla globalizzazione dei servizi.

Il 22 febbraio del 2001 è stato stipulato un “accordo quadro tra il Ministro della sanità', le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per lo sviluppo del nuovo Sistema informativo sanitario nazionale. Accordo ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281”. Dove viene sottolineata l’importanza della cooperazione tra Ministero, regioni ed enti.

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